2. 

Accompagnamento alla professione

3. 

Architettura e rapporto con i Comuni e il Territorio

1. 

Un ordine più leggero e inclusivo

Jacopo Muzio nel 2005 si laurea in architettura al Politecnico di Milano, dove nel 2018 consegue un Master universitario in sistemi complessi e dal 2012 è assistente a contratto in diversi corsi di composizione architettonica e tecniche della rappresentazione.

Dal 2008 è titolare dello studio JAM, specializzato in ristrutturazioni, allestimenti museali e nuove costruzioni, in Italia e all’estero; da 15 anni fa parte del Design Index, gli architetti rappresentativi del design italiano selezionati dalla rivista Interni.

Dal 2017 collabora con alcune engineering lombarde per progetti di ampia scala in ambito pubblico e dal 2025 è iscritto alla Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi.

Il percorso formativo di Jacopo include esperienze a fifianco degli architetti Umberto Riva e Giovanni Drugman (2000-2003), Gregotti Associati International (2003-2008) e con Philippe Daverio (2010-2013).

Dal 2008 è Coordinatore del Comitato Scientififico della Fondazione Corrente di Milano e dal 2023 di quello del Museo di Arte Moderna di Forte dei Marmi.

Jacopo Muzio si candida al Consiglio dell’Ordine di Milano pensando alle nuove generazioni: quasi 500.000 neolaureati italiani emigrati negli ultimi quattro anni a causa di un mercato del lavoro refrattario. Ritiene che sia necessario un cambiamento radicale dell’Istituzione, oggi troppo autoreferenziale e con problemi di conflitti di interesse non rappresentativi dei circa 13000 iscritti.

Vorrebbe che l’Ordine rappresentasse, con integrità e correttezza, un bene comune di interesse pubblico; un’Istituzione più autonoma, che sappia prendere posizione per gli architetti - soprattutto i giovani, attraverso la promozione di Concorsi e di Premi di architettura - per la tutela del territorio dell’area metropolitana milanese e per i cittadini.

Jacopo inoltre si candida portando nel cuore le discussioni con un amico caro per un altro mondo possibile, a partire dal costruire una nuova “casa per gli architetti”, altrove realizzata.

3.1_Promuovere lo studio, approvazione e promulgazione di una Legge sull’Architettura, affinché le competenze sul restauro architettonico tornino ad essere una esclusività degli architetti.

 

3.2_Promuovere un dialogo strutturato e costruttivo tra l’Ordine di Milano, Architetti della Provincia di Milano e gli enti territoriali (133 Comuni della provincia di Milano,  Città metropolitana), per discutere dei temi: qualità dei bandi pubblici, concorsi di progettazione, semplificazione normativa, rigenerazione urbana e paesaggistica.

 

3.3_Creazione di uno sportello di consulenza dedicata ai Comuni per la redazione di bandi, attività di rigenerazione urbana, promozione di concorsi di idee, ad esempio la formazione di un “Bouwmeester”, su modello belga, per migliorare l’organizzazione delle procedure di appalti pubblici.

 

 

1.1_Proponiamo il trasferimento in una nuova sede, decentrata e accessibile, con spazi dedicati al coworking, a conferenze, mostre ed esposizioni, con un servizio di caffetteria che contribuisca alla socialità tra iscritti ed al rapporto con la città, riducendo le spese di gestione degli spazi di rappresentanza a fronte di una vera presenza territoriale aperta alla città.

 

1.2_Ogni iscritto deve sentirsi accolto e valorizzato dall’istituzione ordinistica, attraverso implementazione di sportelli di assistenza personalizzata e referenti dislocati nell’area metropolitana milanese.

 

 

2.1_Miglioramento delle condizioni professionali e lavorative della categoria, attraverso il contrasto al lavoro non sostenibile, proponendo sottoscrizioni di contratti modello con retribuzioni di collaborazione minime e certificate.

 

2.2_Sostenere lo sviluppo di forme associative tra gli iscritti, favorendo la creazione di spazi di confronto tra le diverse componenti della professione: liberi professionisti, architetti dipendenti e architetti della pubblica amministrazione.

 

2.3_Offrire strumenti attivi per l’avvio alla professione: coworking, orientamento professionale, accesso a fondi e finanziamenti, accompagnamento e mentoring.

 

2.4_Assicurare convenzioni con strutture sportive a prezzi calmierati

 

 

JACOPO MUZIO 

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Elezioni del Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano

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Lista Architetti Metropolitani

Per cambiare l'ordine delle cose

Il RUOLO DELL'ORDINE

I.

Il compito di un ordine professionale è occuparsi dei propri iscritti, controllare e divulgare il rispetto dell'etica pubblica e della cultura della legalità nello svolgimento della professione dell'architetto: un ruolo "pubblico".

III.

E’ necessario un cambio radicale di paradigma, per restituire all’Ordine il proprio ruolo di garante dell’etica e della qualità professionale nell’ interesse pubblico, attraverso principi chiari di trasparenza, legalità e qualificazione tecnica, affinché si possa ricostruire,  su basi solide, la fiducia degli iscritti e della società civile.

IV.

L’Ordine si prefigge di agire come infrastruttura operativa della professione, capace di tenere insieme rigore tecnico e visione culturale, prossimità territoriale e apertura europea, difesa del lavoro e promozione del progetto di qualità.

 

Un Ordine a supporto di tutti gli iscritti, non solo per pochi; con degli obiettivi chiari e condivisi.

II.

Il nuovo Consiglio dell’Ordine dovrà prioritariamente orientare la propria azione verso la sistematica riduzione di ogni forma di conflitto di interessi, sia nei rapporti con enti e istituzioni esterni, sia nel funzionamento interno dell’ente, garantendo accessibilità e supporto a tutti gli iscritti

AZIONI

2. 

Accompagnamento alla professione

3. 

Architettura e rapporto con i Comuni e il Territorio

1. 

Un ordine più leggero e inclusivo

3.1_Promuovere lo studio, approvazione e promulgazione di una Legge sull’Architettura, affinché le competenze sul restauro architettonico tornino ad essere una esclusività degli architetti.

 

3.2_Promuovere un dialogo strutturato e costruttivo tra l’Ordine di Milano, Architetti della Provincia di Milano e gli enti territoriali (133 Comuni della provincia di Milano,  Città metropolitana), per discutere dei temi: qualità dei bandi pubblici, concorsi di progettazione, semplificazione normativa, rigenerazione urbana e paesaggistica.

 

3.3_Creazione di uno sportello di consulenza dedicata ai Comuni per la redazione di bandi, attività di rigenerazione urbana, promozione di concorsi di idee, ad esempio la formazione di un “Bouwmeester”, su modello belga, per migliorare l’organizzazione delle procedure di appalti pubblici.

 

 

2.1_Miglioramento delle condizioni professionali e lavorative della categoria, attraverso il contrasto al lavoro non sostenibile, proponendo sottoscrizioni di contratti modello con retribuzioni di collaborazione minime e certificate.

 

2.2_Sostenere lo sviluppo di forme associative tra gli iscritti, favorendo la creazione di spazi di confronto tra le diverse componenti della professione: liberi professionisti, architetti dipendenti e architetti della pubblica amministrazione.

 

2.3_Offrire strumenti attivi per l’avvio alla professione: coworking, orientamento professionale, accesso a fondi e finanziamenti, accompagnamento e mentoring.

 

2.4_Assicurare convenzioni con strutture sportive a prezzi calmierati.

 

2.5_Verifica ruoli e fair work delle società di ingegneria in ambito architettonico.

 

 

1.1_Proponiamo il trasferimento in una nuova sede, decentrata e accessibile, con spazi dedicati al coworking, a conferenze, mostre ed esposizioni, con un servizio di caffetteria che contribuisca alla socialità tra iscritti ed al rapporto con la città, riducendo le spese di gestione degli spazi di rappresentanza a fronte di una vera presenza territoriale aperta alla città.

 

1.2_Ogni iscritto deve sentirsi accolto e valorizzato dall’istituzione ordinistica, attraverso implementazione di sportelli di assistenza personalizzata e referenti dislocati nell’area metropolitana milanese.

 

 

4. 

Formazione permanente, abilitante e specialistica

5. 

Trasparenza e controllo sugli affidamenti pubblici

4.1_Istituzione di un Premio di Architettura Lombarda (PAL) che valorizzi - attraverso una call aperta, una giuria e una pubblicazione biennale - progetti realizzati nei territori della Lombardia.

 

4.2_Offerta formativa costruita sui reali bisogni degli iscritti, attraverso attività multidisciplinari, diversificate per profilo professionale e attitudinale, implementando la gratuità dei corsi, anche per i proponenti, realizzati anche da enti no profit e associazioni culturali.

 

 4.3_Attivare percorsi di formazione specialistici di alto profilo, lunga durata e abilitanti, che contribuiscano al miglioramento della competenza professionale degli iscritti riguardo a tematiche attuali e contemporanee (transizione verde, mobilità dolce, Bim, IA etc.).

5.1_Monitoraggio dei bandi pubblici, in particolare di incarichi diretti e dei concorsi “sottosoglia”, ampliati dal nuovo codice appalti.


5.2_Monitoraggio verso amministrazioni non trasparenti o inadempienti.


5.3_Trasparenza sul bilancio sociale e rotazione nelle nomine a commissioni, giurie e incarichi esterni.


5.4_Promozione dell’equità nelle procedure di incarico pubblico.


5.5_Formazione su AI, MEPA, Sintel e altri strumenti di procurement.


5.6_Sportello digitale per accompagnare l’accesso alle procedure.


5.7_Implementazione del portale Concorrimi